L'intervista alla prof.ssa Elisabetta Bavasso, pubblicata sulla rivista "Risveglio Zgjimi" n. 3, annoVI - 1973,  è sempre attuale? I lettori di questa pagina possono inviare le loro opinioni utilizzando lo spazio in fondo alla pagina. Gli interventi saranno pubblicati entro breve tempo.

La Prof. Bavasso  ha conseguito la laurea in pedagogia nel 1971 presso l'Istituto Universitario di Magistero, a Salerno, discutendo la tesi: « La cultura di un popolo attraverso la tradizione orale -Canti, nenie, favole, da cui dedurre la situazione psico-sociale di una comunità mista: Lungro ». 

PER UNA NUOVA SCUOLA ITALO-ALBANESE

RISVEGLIO-ZGJIMI: Lei insegna materie letterarie nella scuola media di una Comunità italo-albanese. In base alla sua esperienza, gli alunni arbrëshë incontrano particolari difficoltà per l'esatto apprendimento della lingua italiana? Quali?

E. BAVASSO: Senz'altro: i nostri ragazzi incontrano varie difficoltà nell'esatto apprendimento della lingua italiana. Purtroppo, ancora una volta, anche in questo caso, è determinante l'ambiente socio-familiare, da cui gli alunni provengono. Infatti, coloro .i quali appartengono ad una famiglia più o meno elevata culturalmente riescono ad esprimersi in modo migliore, mentre coloro i quali provengono da strati sociali inferiori, dove la lingua parlata è quasi esclusivamente l'albanese, pur avendo compiuto il corso di studi elementari, ancora trovano difficoltà di espressione sia orale che scritta, tanto che alcune volte procedono a traduzioni letterali dall'albanese all'italiano non riuscendo così ad esprimere correttamente i concetti della lingua italiana. E' invece una lacuna comune quella dell'uso errato delle doppie, della è (verbo) e della e (congiunzione), della a con l'acca e senza (verbo e preposizione), del quando (temporale), e del quanto (quantità).

 

RISVEGLIO-ZGJIMI: Pensa lei che l'insegnamento della lingua albanese nella scuola media! secondo quanto è previsto nello Statuto della Regione Calabria, possa facilitare anche un maggiore profitto per gli alunni arbëreshë nelle altre discipline e in particolare in quelle letterarie?

E. BAVASSO: Certamente l'insegnamento della lingua albanese nella scuola media potrebbe favorire un maggior profitto per gli alunni, soprattutto nella lingua italiana, facilitandone un uso più corretto ed appropriato; di conseguenza, si trarrebbe anche un giovamento nelle altre discipline dal punto di vista della comprensibilità e dell'espressione. Molto spesso mi è capitato di dovermi servire della lingua albanese per riuscire a colmare quelle lacune, di cui parlavo in precedenza. Ad esempio, per far capire il valore della è (verbo), mi sono riferita all'albanese është, così per la ha (verbo) a kam e per le espressioni quando e quanto rispettivamente a kur e sa.

 

 RISVEGLIO-ZGJIMI: L 'insegnamento della lingua, della storia e della cultura albanese, potrebbe aiutare gli alunni arbëreshë a crescere spiritualmente e culturalmente?

E. BAVASSO: L'insegnamento della lingua, della storia e della cultura albanese, senza dubbio, potrebbe aiutare. i nostri ragazzi a crescere spiritualmente e culturalmente. poiché ogni cultura è considerata come rapporto dialettico fra l'uomo e il suo ambiente sociale e fisico, tanto più si deve tenere presente tale rapporto nella cultura di una comunità mista, essendo raddoppiati i fattori che la compongono. Nelle nostre comunità c'è un rapporto di equilibrio, non sempre però stabile, tra l'influsso italiano e le tradizioni e i valori albanesi. Per questo, la scuola ha l'obbligo di rendere coscienti gli alunni di questi valori, che sono insiti nella loro personalità, così che ci sia un completamento ed una maggiore maturità psicologica di appartenenza ad un gruppo avente una particolare fisionomia etnica, a cui non si può rinunciare, ma che non di meno si inserisce pienamente nel contesto della società italiana circostante.

 

RISVEGLIO-ZGJIMI: Come lei organizzerebbe l'insegnamento dell'albanese nella scuola media delle Comunità italo-albanesi?

E. BAVASSO: L'insegnamento dell'albanese, nella scuola media, dovrebbe essere come una continuazione o meglio un completamento del lavoro già svolto adeguatamente nelle scuole elementari. Si potrebbe iniziare lo studio sistematico dei primi elementi grammaticali e sintattici senza mai tralasciare i riferimenti alla Struttura della lingua italiana; passando poi alla lettura, al commento e alla traduzione di alcuni brani di classici scelti dalla letteratura italo-albanese, introducendo così anche i primi elementi letterari. Contemporaneamente, particolare attenzione dovrebbe rivolgersi allo studio delle tradizioni popolari, attraverso canti, proverbi, favole, riscoprendo così, nel folklore, non solo un valore coreografico, ma un valore culturale sotto l'aspetto storico, etnologico e sociale.

 

SPAZIO

RISERVATO AI LETTORI PER EVENTUALI CONSIDERAZIONI .

 


    ESPRIMETE IL VOSTRO PARERE NELLA CASELLA SOTTOSTANTE.