BREVE STORIA DELLA
SALINA DI LUNGRO
LUNGRO- L’origine della Salina di Lungro non è nota, ma certamente risale a tempi molto, ma molto lontani.
Il primo a scrivere sulla presenza del sale nella zona fu lo scrittore latino Plno il Vecchio (23-79) nell’opera “Naturalis Historia”.
L’estrazione del sale, per molti secoli, avvenne in superficie o a giorno mentre, solo intorno all’anno mille, ci si addentrò mediante gallerie e cunicoli.
La
miniera in quel periodo apparteneva ad un unico proprietario e ne cambiò molti
nel corso degli anni fino a quando, intorno al 1200, l’imperatore Federico II si
impossessò della miniera fissando, per la prima volta, il prezzo del sale e la
sfruttò senza apportare alcun miglioramento. Dopo la sua morte passò ad altri
proprietari finchè, nel 1308, il re Roberto investì Filippo Sangineto come conte
della contea di Altifiume, nome che fu cambiato poi in Altomonte, di cui faceva
parte anche il territorio della salina. In seguito subentrò la casa dei
Sanseverino e, intorno al 1500, si stabilirono nella zona gli albanesi e molti
di essi furono messi a lavorare nella miniera.
Si iniziò in questo periodo l’estrazione del sale in profondità e le prime gallerie sotterranee furono puntellate con travi di legno. Non si sa con precisione quando la salina sia passata da proprietà privata a proprietà dello Stato.
Pare che, come risulta da uno scritto sulla miniera di Lungro di Giovanni Bellavite, la salina abbia avuto un primo ordinamento amministrativo nel 1811. Nel 1833 fu visitata anche da Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie.
Nel
corso degli anni continuò ad essere sfruttata ed ogni tentativo per migliorare
le condizioni di lavoro dei minatori e per ammodernare e meccanizzare la miniera
al fine di aumentare la produzione di sale, è sempre fallito
o non è stato portato a termine.
Allora, visto l’alto costo di produzione di detto sale, già nel 1879, si propose una graduale chiusura della salina e la destinazione ad altro incarico degli operai, dato che la miniera era l’unica fonte di ricchezza non solo di Lungro ma anche dei paesi limitrofi.
Nel 1952 viene smantellato l’impianto di raffinazione esistente da tempo e portato a Margherita di Savoia, dove però, pare non sia mai stato messo in funzione.
Il problema della chiusura continuò a restare sempre aperto perché la gestione della salina di Lungro ha rappresentato sempre una passività per lo stato, a causa degli elevatissimi costi di produzione e così, a poco a poco, anche contro la volontà di tutti, popolazione, amministrazione, politici, ecc. nel 1977 si è decretata la chiusura con grave danno generale, come tutti sappiamo.
Gli alunni delle classi quarte di Lungro.