Storiella su Adamo:capitalista contento e inconsapevole

di Salvatore Pistoia

Scrivo di getto, e senza poter verificare se ho correttamente interpretato l’articolo di Eugenio Marigliano, cui questo mio intervento graditamente s’ispira ed al cui autore mi rivolgo: per eventuali incomprensioni mi scuso con lui.

Mi concederai di proporti la mia posizione sul tema da te sollevato; lo faccio prevenendo le obiezioni di chi potrebbe imputarmi poca dimestichezza con “l’ambiente Lungro”, impostando l’argomentazione sulle cause di questo mio ingenerato amore.

Poniamo il caso dell’inesistente Signor Adamo: emblema e personificazione della mentalità lungrese, che con buona approssimazione definisco capitalismo privato [l’eccezionale capacità di ritrarsi, retrocedere di fronte ai problemi, salvando il buon umore ed il cappotto]. Ora dedicherò alle attività di Adamo lo spazio proporzionale all’interesse che una vita a Lungro ha suscitato in lui.

Lo sport. Adamo va spesso ad assistere alle partite di calcio del Lungro:si diverte a stare con gli amici ed a passare la domenica pomeriggio all’aperto; il più delle volte segue il Lungro in trasferta, ancora perché gli piace stare all’aperto e ormai si è affezionato ai giocatori. Vuole loro bene anche quando perdono, quando giocano male, quando se ne vanno perché non ci sono più soldi. Il Lungro non c’è più, fallito. Chissà perché? Poco male, Adamo è interista, c’è l’inter. Prima vede i gol a 90° minuto, poi scopre che c’è la possibilità di vedere le partite all’inter club. All’inter club aumentano le tariffe d’iscrizione e Adamo non ci va più. Riguarda 90° minuto. Ma per Natale c’è il decoder in offerta e la scheda di abbonamento che ti fa accedere ai canali satellitari inglesi, francesi e tedeschi. Adamo non sa le lingue, non sa cosa sia il decoder, ma si abbona (Adamo ha anche il telefonino con la video camera). Ora Adamo guarda le partite da solo a casa, inglesi, francesi, tedesche e italiane: sono tante ma prenderà le ferie. Poco male.

La politica (non certo quella di Aristotele né quella di Rodolico; un’altra di chi non si sa; o si sa, ma non importa; o importa).

Adamo, che è nato negli anni ’50, da giovane guardava il telegiornale e sentiva quei politici che parlavano di Morale e Valore (no, no Valori). C’era quello sardo in particolare, come si chiamava? Adamo non lo ricorda, e l’enciclopedia è nell’altra stanza (quella senza decoder, per intenderci). Adamo ha anche studiato un po’ e perciò quando guardava i politici locali, comportarsi non proprio seguendo quei Valori ( si, si), stava quasi per farsi una domanda, ma poi gli hanno dato il posto di lavoro. Molto bene.

La cultura. Studieranno i miei figli. A Roma. Le iscrizioni alle scuole statali sono troppo alte:tanto vale iscriverli alle private, no? Chissà perché aumentano ‘ste iscrizioni? Poco male, mio figlio si è laureato con 110 e lode.

Adamo è contento, ora è Natale. Adamo lo passerà con i suoi figli laureati, sua moglie casalinga, guardando l’inter, in ferie. La casa è anche pulita perché Eva, sua moglie, ha voluto la donna delle pulizie.

A un chilometro in linea d’aria da Adamo c’è una discarica, una montagna violentata, un cimitero squallido (per i vivi, certo): ma il corso è tutto piastrellato e sembra Londra. A 3 chilometri sorgerà presto una centrale termoelettrica. Se Dio vuole, a 150, presto accoglieremo le scorie rifiutate da Scanzano. Poco male, l’inter ha vinto.