La
Regione non si interessa dello sviluppo delle minoranze
“La Regione Calabria non si interessa della tutela e dello sviluppo delle minoranze linguistiche storiche del territorio tant’è vero che per la mancanza di un referente regionale, ancora oggi, non è stata recepita la circolare divulgata dal Dipartimento per gli Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri relativa al corretto avvio delle procedure dei finanziamenti delle iniziative progettuali della legge 482/99”.
L’accusa arriva dal Coordinamento dei comuni minoritari costituito dagli Assessorati alla Cultura, Pubblica Istruzione ed Affari Istituzionali della Provincia di Cosenza, dalla comunità occitana di Guardia Piemontese, dai sindaci dei comuni arbëreshë e dal Dipartimento di Linguistica dell’Università della Calabria. In occasione delle scadenze relative ai finanziamenti dei progetti volti a favorire le iniziative delle pubbliche amministrazioni ai sensi della legge 482/99, i rappresentati istituzionali dei comuni minoritari, si sono ritrovati a denunciare, loro malgrado, la superficialità della Regione Calabria nei confronti delle problematiche riguardanti le minoranze calabresi che, a distanza di più di tre anni dalla approvazione della legge nazionale 482/99, “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”, continuano non solo ad essere penalizzate perché prive di uno strumento legislativo regionale, ma debbono fare fronte alla mancanza di un referente regionale per le iniziative progettuali previste dalla legge quadro.
Tra spunti critici, difficoltà oggettive e concrete proposte di sviluppo, i sindaci ed i rappresentanti dei comuni di Guardia Piemontese, Lungro, Cerzeto, Frascineto, Civita, Vaccarizzo Albanese, San Giorgio Albanese e Castroregio, l’assessore provinciale Luigi Ladaga, il professore Francesco Altimari e l’onorevole Mario Brunetti, hanno discusso, nei giorni scorsi, presso la sala stampa dell’Unical, delle prerogative riservate alle isole alloglotte calabresi e delle iniziative progettuali predisposte dal Coordinamento riguardanti l’istituzione di uno sportello linguistico e la realizzazione di un corso di formazione per dipendenti della pubblica amministrazione che sono stati trasmessi, rispettando le scadenze previste, all’Assessorato regionale alla Cultura e Pubblica Istruzione.
Come se non bastasse, quindi, oltre ai danni derivanti da un provvedimento che tarda ad arrivare, anticipato da una bozza di legge licenziata dalla terza commissione qualche settimana addietro che sta alimentando dubbi ed accese polemiche, alla vigilia della presentazione delle iniziative progettuali previste dalla citata legge, sono state rimarcate, ancora una volta, con profondo rammarico, le endemiche indecisioni evidenziate dagli organi regionali in materia di minoranze linguistiche che palleggiando un riconoscimento sancito già dalla Carta Costituzionale e poi da una legge quadro, si ritrovano tutt’oggi, impreparati ad accogliere le proposte formulate dai comuni minoritari in deroga alla legge nazionale.
NICOLA BAVASSO