DIMENTICATA LA CHIESA DELLA CONCEZIONE
di Miko Cortese

Nei
giorni scorsi ho avuto modo di entrare in possesso del DVD “Un popolo venuto
dal mare – Un viaggio alla scoperta del Pollino Arbëresh” e della cartella
con le schede dei paesi di etnia albanese ricadenti nella Comunità Montana del
Pollino. I due lavori sono stati realizzati da quest’ultima con i fondi PIT.
Dopo un’attenta visione sia nel DVD che della scheda di Acquaformosa ho notato, cosa molto strana, che non c’è alcun accenno della Chiesa della Concezione. Parlare di Acquaformosa senza citarla vuol dire dimezzare il patrimonio storico-artistico del paese.
Quello che è
ancora più strano è che anche nell’opuscoletto illustrativo realizzato dal
Comune di Acquaformosa vi è una semplice citazione.
Ve la presentiamo noi partendo da uno stralcio dell’intervista di Papas Vincenzo Matrangolo rilasciata negli anni novanta agli alunni della classe V della Scuola Elementare di Acquaformosa. “Negli anni ’80 il MINISTERO DEI BENI CULTURALI finanziò il restauro della chiesetta. Durante lo scrostamento dell’intonaco rovinato furono intraviste delle macchie di colore. Furono sospesi i lavori e investita la SOVRINTENDENZA AI BENI CULTURALI DI COSENZA.
La Prof.ssa DI DARIO, specialista in storia dell’arte, stabilì che gli affreschi venuti fuori risalivano alla fine del 1400 o ai principi del 1500.
Gli
affreschi sono molto preziosi perché: sono abbastanza antichi, sono ben
conservati, sono figure intere.
Questa fu una grande scoperta di carattere religioso, artistico ed anche affettivo in quanto si è risaliti al primo luogo di culto degli albanesi di Acquaformosa.”
La CHIESA DELLA CONCEZIONE, primo luogo di culto degli albanesi di Acquaformosa e testimonianza delle alterne vicende della comunità, dalle origini ai giorni nostri, si trova nella parte bassa del paese.
La chiesa è stata costruita tra la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500 dai primi albanesi venuti in Acquaformosa in un territorio che apparteneva al Monastero Cistercense.

La chiesa, allora larga 2,8 metri e lunga 5,6 metri, è stata realizzata secondo i canoni del rito BIZANTINO – GRECO, ma nel corso degli anni ha avuto alcuni mutamenti.
I primi affreschi, effettuati subito dopo la costruzione, rappresentano soprattutto SANTI ORIENTALI e la DEISIS.
Partendo da destra troviamo SAN NICOLA DI MIRA o di BARI ( le ossa del santo sono state portate dall’oriente a Bari intorno all’anno 1100); SANTA PARASCEVE MARTIRE, venerata nel rito greco; l’apostolo PIETRO, con le chiavi in mano, la cui testa è stata rifatta; a seguire c’era un altro santo che è andato perduto a seguito dell’allargamento della cappella.

Nella Deisis, cioè supplica, troviamo GESU’ al centro con ai lati la THEOTOKOS (Madre di Dio) e GIOVANNI BATTISTA, mentre in alto c’è DIO.


Nella Deisis l’immagine di Cristo è scomparsa quasi del tutto a causa del tempo e dei lavori eseguiti. E’ rimasta soltanto l’aureola e parte della fronte.
Nella parte bassa troviamo raffigurata la croce greca.
Nel secolo XVII la cappella è stata allargata di 2,2 metri ed innalzata. Sono stati aggiunti gli affreschi di SAN GIORGIO MEGALOMARTIRE e SANTA CATERINA di Alessandria.

Nel secolo XVIII la chiesa, con il periodo barocco e la conseguente tendenza
ad usare gli stucchi, subì una profonda trasformazione.

Infatti furono coperti gli affreschi e venne fatto, al centro della parete, un altare di tipo latino, sopra il quale è stata posta una tela raffigurante l’IMMACOLATA CONCEZIONE ed ai lati le immagini di SAN GIOVANNI EVANGELISTA e di una MONACA SANTA.
Nello stesso periodo è stato realizzato il soffitto in legno di castagno dipinto con motivi ornamentali.

Nella Chiesa sono inoltre custodite 17 statue lignee, provenienti dalla Abbazia Cistercense e risalenti al 1600, dove si custodivano le reliquie dei santi e dei martiri.