Pietro IRIANNI

(1830 - 1898)

Figlio di Nicola, nacque nel 1830 e morì nel 1898: Di mente aperta, di carattere docile, apparteneva a famiglia progredita nelle nuove idee di libertà. Alcuni suoi congiunti, dopo l'insurrezione 'del 1848 ebbero persecuzioni e condanne. Il giovane Pietro, era parco di parole, ma profittava degli studi che compiva in Lungro e coltivava i sentimenti patriottici appresi in famiglia. Entrò nella « Setta » ricostituita dopo i processi che seguirono ai fatti del 1848. Ebbe modo pertanto di riconfermarsi nelle idee rivoluzionarie e di far parte della ribellione suscitata da Vincenzo STRATIGO' nel luglio 1859. Sfuggì all'arresto e nel 1850, nella legione dei volontari ebbe il comando di una compagnia a capo della quale combatte al Volturno. Nel 1866, al richiamo di Garibaldi, si arruolò coi Cacciatori delle Alpi e visse le giornate ardenti della campagna del Trentino. Morì a Lungro a soli 68 anni (1898), nel pieno vigore. La sua morte ispirò a Giuseppe SEREMBE, il noto poeta albanese, un'ode accorata di rammarico e di lodi.

 

Cintia MATTINO'

Era la moglie di Pietro IRIANNI. Fu la confidente del marito il quale affidava alla sagacia di lei i diversivi per distrarre l'attenzione della Polizia. Nel 1859, dopo i fatti del 16 luglio, represso il tentativo di rivolta, il capeggiatore Vincenzo Stratigò fu latitante, i fratelli e la madre di lui finirono in carcere, mentre gli altri indiziati erano sorvegIiati e inquisiti, tra cui Pietro Irianni. La Cintia per sottrarre alle perquisizioni frequentissime, documenti pericolosi simulava una interminabile gravidanza, portando per lunghi mesi, sull'addome un fagotto in cui nascondeva e trasportava da casa a casa le carte. Madre di molti figli, fra cui il Prof. Orazio Irianni, giornalista politico autore di Risveglio Albanese, morì a 84 anni m Lungro nel marzo del 1919.

 

Da "Parliamo di Lungro"